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Silvana Milesi
TRENTO LONGARETTI
Artisti bergamaschi - Monografia
Introduzione di Carlo Pirovano

Cinquant’anni di pittura di Trento Longaretti. Dal nucleo di straordinari dipinti degli Anni Trenta, Ragazzo con mantello nero (manifesto di una mostra del 2000), Bambina in rosa e grigio, Ritratto di ragazza, La miseria, Bambina in rosa, Il cieco, Autoritratto con violino (1934), Natura morta di Pasqua, fino alle varie interpretazioni dell’Uomo solo del 1984 – 1985. In centoventi tavole il libro ripercorre un lungo cammino di pittura e poesia insieme a viandanti protesi verso monasteri dalle cento cupole, sotto cieli costellati di lune.
Nato a Treviglio nel 1916 in un numerosa famiglia di biblica serenità, Trento Longaretti frequenta la Brera a Milano, allievo di Aldo Carpi, maestro d’arte e di vita, grande idealista, che nel suo “Diario” scritto in campo di concentramento ricorda l’allievo «bergamasco Trento Longaretti, di alto valore morale e sicuro artista».
Attraverso i titoli della monografia si dipana il filo della sua vita e della sua arte: Gli amici di “Corrente”; Le prime critiche lusinghiere di Piovene e Carrà; Longaretti soldato (in Slovenia, in Sicilia in Albania Villaggio incendiato a Kukés, Kossovo); Direttore dell’Accademia Carrara (dal 1953 al 1978); Considerazioni sulla mia pittura; Un lungo fabulare; Povertà vestita di poesia; Musica dei colori e colori della musica; Invito a migrare in un mondo di sogno; Espressionismo fantastico e suggestioni mitteleuropee; Simpatia verso il mondo degli umili; L’indefinita malinconia; Qualcosa preme per esistere; Il perenne ciclo della vita (Il nonno con la barba azzurra, Il Vecchio con due bastoni e bambino, Vecchio e bambino malato); Pellegrini in cammino; L’errabonda odissea dell’ebreo; La famiglia del violinista felice; Saltimbanchi su un filo di seta; Paura delle grandi case; Le mille madri longarettiane; Teneri abbracci e musica d’organetto; Nel mistico luogo dell’anima; Arte sacra; Autoritratti a confronto; Una vita solitaria scaldata dal colore.

Come uno dei suoi tanti Diogeni in cammino con la lanterna in mano, Longaretti continua ad essere solitario pellegrino di questa terra, sperando che il colore del suo “fabulare”, scaldi - insieme al suo - molti altri cuori.

In copertina Uomo con sacco e violino, 1984.